In tap we trust: la rapida ascesa dell’approccio Tablet First

La crescita esponenziale del traffico internet generato da smartphone e tablet ha aperto gli occhi da tempo sulla necessità di un vero approccio Mobile First, ben noto a tutti i designer e sviluppatori. Oggi però nel panorama internazionale questa strategia fatica ad essere pienamente applicata. Nel frattempo, ha preso piede un compromesso più moderato ed economico: pensare prima almeno al tablet, poi a tutto il resto. Tablet First sembra essere il buon compromesso e il principale livello di applicazione, finora il più realistico, di tanti discorsi più o meno radicali.

iPad maintenance: An easy way to keep the screen clean - Lars Plougmann

La tendenza è ormai lo stato di fatto

Una grande quantità di articoli e studi sottolineano ormai da molti mesi lo stesso concetto: negli Stati Uniti, gli utenti di internet attraverso device mobili (tablet e smartphone) stanno surclassando gli utenti desktop.

Secondo l’ultimo rapporto del centro di ricerca Npd, nel 2013 le vendite dei tablet supereranno per la prima volta quelle dei pc. E nel 2017 il rapporto tra tablet e laptop sarà di 3 a 11.

Ancora, l’attività di acquisto on-line è in crescita verticale sui tablet. In sostanza, sembra che i siti di e-commerce funzionino meglio -vendano di più- quando sono fruiti dai device da salotto, in tutta la tranquillità e la privacy delle mura domestiche2.

Luke Wroblewski è uno dei più attenti osservatori della realtà mobile e ogni suo articolo o presentazione va seguito con grande attenzione. Nel suo blog, dove tiene una rubrica dedicata ai dati statistici più recenti, non manca di sottolineare i numeri non confutabili della tendenza in atto: i device mobili stanno superando in presenza e ruolo quelli statici3.

Fortunatamente, oggi la presenza digitale su diverse piattaforme è considerato un requisito irrinunciabile per designer, agenzie e clienti, anche in Italia: desktop, tablet e smartphone sono gli obiettivi di quasi tutti i progetti, mentre cominciano a fare la loro comparsa connected TV, second screen e altri supporti ancora. Una strategia di comunicazione multi-device può rendere il progetto più complesso e far lievitare il budget, ma costituisce anche un investimento efficace e duraturo.

 

Responsive is not the (only) response

Gli addetti ai lavori sanno bene che la soluzione ottimale per una strategia di comunicazione digitale efficace e remunerativa, tranne che in pochi casi, non si limita a un sito dal layout di tipo responsive. Riposizionare gli elementi del layout a seconda della dimensione dello schermo non costituisce una vera strategia mobile -è invece una buona tattica- e non significa automaticamente disporre di un efficace mezzo di comunicazione mobile.

Il responsive è senza dubbio un approccio dal successo crescente. La rivista .Net mette al primo posto dei trend del 2013 per il web le tecniche responsive4.

Anche siti di grandi dimensioni possono essere efficacemente progettati in maniera responsive5, ma finora si è assistito soprattutto a un proliferare di piccoli siti molto curati che beneficiano a pieno delle tecniche responsive. Allo stesso modo, sono comparse dozzine di template preconfezionati gratuiti o a pagamento per lo stesso scopo: è il caso, tra parentesi, dell’ottimo template gratuito6 di WordPress usato per The Interactive.

Dal punto di vista dello sviluppo tecnico di un sito, l’approccio Mobile First è senza dubbio una ottima pratica per scrivere un codice semantico pulito e mettere le risorse al primo posto: banda, traffico, usabilità, ecc.

Lavorando in ottica di user centered design, ovvero di punto di vista delle esigenze dell’utente, va tenuto presente un punto fondamentale: non è sufficiente trasporre tutto il contenuto pensato per il desktop alle dimensioni di un display di smatrphone o tablet, ma è importante pensare in termini di mobile user experience. Di cosa esattamente ha bisogno un utente mobile? Di cosa invece un utente che sta usando un tablet? E qual è l’esperienza più completa per un utente desktop?7

Sono queste le domande che i designer devono porsi dal primo momento di riflessione sulla strategia digitale e tutte le fonti più autorevoli del settore mostrano con dovizia di esempi cosa e come fare.

Ci sono casi in cui la migliore esperienza per l’utente che fruisce di un contenuto o un servizio su uno smartphone è fornita da un’applicazione mobile. In questo caso, solamente alcune funzioni e informazioni sono disponibili, rispetto al sito completo, ma viene valorizzata l’esperienza utente in generale.

In altri casi, per esempio nei blog o nei cataloghi on line, ha senso poter fruire dello stesso contenuto su diversi device.

La tattica corretta, intesa come realizzazione di una buona strategia di comunicazione, oggi è un mix articolato di soluzioni diverse in relazione ai device ritenuti più idonei. Ecco una lista parziale di possibili soluzioni tattiche per sviluppare una strategia di comunicazione, sui diversi device:

  • smartphone: sito mobile (inteso come subset o declinazione del sito desktop), sito responsive (interamente trasposto o opportunamente alleggerito), applicazione (da moltiplicare però per i sistemi operativi scelti)
  • tablet: sito responsive (interamente trasposto o alleggerito); applicazione nativa (da moltiplicare per i sistemi operativi scelti)
  • desktop: sito tradizionale o sito responsive (ottimizzato per il grande schermo)

 

Il tablet è la terra di mezzo

Il tablet, a causa della sua duplice risoluzione (portrait e landscape), sembra costituire oggi una sorta di terra di mezzo: un po’ desktop e un po’ mobile.

In alcuni casi, alcuni grandi brand on-line hanno creato applicazioni specifiche per il tablet, ottimizzando così la user experience in particolare per questo device: alcuni esempi presi a caso sono Ebay, Groupon, Autoscout24, Amazon, Etsy, Youtube.

Ma quando si parla di siti internet, la strategia minima indispensabile deve includere layout e funzionalità pensate in modo che funzionino almeno su tablet. Deve funzionare sul tradizionale browser da desktop, ma deve anche essere fruibile senza alcuna limitazione su tablet, almeno nella risoluzione landscape.

A ben vedere, sembra esserci un trend crescente degli ultimi mesi verso una spiccata attenzione alla progettazione Tablet First: siti internet  anche di grandi dimensioni ma relativamente standard in termini di funzioni, realizzati in particolare per una perfetta fruizione prima su tablet. Siti recenti, anche non di tipo responsive, come USA Today, WWF, BBC, Nike, usano pattern e stili tipicamente tablet, anche quando sono navigati da desktop, e dimostrano chiaramente di essere stati progettati prima per essere usati su tablet.

Nelle scorse settimane anche Google ha modificato la user experience del servizio di ricerca delle immagini, portando su desktop l’interfaccia progettata per il tablet8. Tra i prodotti Google, non è la prima volta che si assiste alla pubblicazione di restyling che appaiono chiaramente orientati all’uso tablet: è stato il caso di prodotti come Gmail e Analytics, solo per citare i maggiori.

Un recente articolo di UX Magazine9 sottolinea proprio questo trend, fornendo consigli su come ottimizzare i siti per un uso corretto su tablet:

  • aumentare dimensione e margini di bottoni e call-to-action in generale
  • renderli riconoscibili senza mouse over
  • aumentare la leggibilità, con font e spaziature adeguati
  • aumentare lo spazio attorno agli elementi di menu per semplificare il tap
  • aumentare i margini dei contenuti rispetto al bordo della pagina
  • nei form, aumentare dimensioni dei font e degli spazi tra gli oggetti

In pratica, si rinuncia al mouse over in cambio di un grande aumento della leggibilità e della quantità di aria intorno agli elementi, per usare una metafora grafica. Non una grave perdita, tutto sommato.

Almeno in modalità landscape, quando un sito ben disegnato è ottimizzato per l’uso su tablet può fornire una esperienza utente completa ed efficace. Lo stesso sito può essere usato perfettamente su device desktop, che normalmente hanno schermi di dimensioni maggiori.

 

Un punto fermo, per ora

In conclusione, quale che sia la strategia di comunicazione dietro alle scelte  e il budget allocato per raggiungere gli obiettivi, il suggerimento che emerge dall’osservazione di questo trend è chiaro:

Sia il tuo sito sempre Tablet First.

Bisogna astrarsi dalla rassicurante cornice del browser sul monitor del desktop e ragionare in termini multi-device. La compatibilità con le funzionalità touch del tablet e con le sue dimensioni è un prerequisito per qualsiasi sito responsive, ma anche non responsive. Appare chiaro come a partire da ora sia necessario pensare la user experience non più solo “tenendo presente” ma proprio partendo dall’esperienza tablet.

 

Approfondimenti

(1) Il sito USA del gruppo NPD è ricco di ricerche di mercato. 
(2) L’articolo di Business Insider sulla rivoluzione dell’e-commerce portata dalla diffusione del tablet. 
(3) Il post dal blog di Luke Wroblewsky sull’incremento della diffusione dei device tablet. 
(4) L’articolo del magazine .Net sui 20 maggiori trend per il 2013 nel campo del web design.
(5) L’articolo di .Net sui migliori 25 web site con layout di tipo responsive mostra come in realtà siano pochi i grandi siti che già adottano questo approccio.  
(6) Il tema WordPress di The Interactive è ARI 
(7) In un precedente post, Carlo Cerati ha discusso su The Interactive come il responsive web design non è la panacea di tutti i mali 
(8) Google ha annunciato il nuovo layout per la ricerca delle immagini con un post sul blog Web Master Central. 
(9) L’articolo di Ux Magazine con i consigli per un sito ottimizzato per tablet 

 

Foto: Lars Plougmann – Flickr

 

About Alberto Conte

E' Information Architect e Interaction Designer. Vive e lavora a Torino. Appassionato di comunicazione, design, tecnologie e delle loro relazioni.

06. marzo 2013 by Alberto Conte
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