Global Brand Simplicity Index: misurare la semplicità conviene

La semplicità, per un brand che fonda la propria strategia di mercato e di user experience nel digitale, è una filosofia -più che un requisito- che ha a che fare con trasparenza, facilità di accesso e chiarezza della presentazione. Ed è anche decisamente redditizia.

Siegel+Gale1 è un’agenzia statunitense, con sedi in tutto il mondo, specializzata in global strategic branding e che si occupa di ricerca, sviluppo del brand e comunicazione tradizionale e digitale, con un’attenzione particolare alla semplicità. A partire dalla sua tagline, “Simple Is Smart”, Siegel+Gale usa il criterio della semplicità per ispirare tutti i propri lavori, in diversi settori: privato e non profit, istruzione e cultura, occupandosi di  processi legislativi e relazioni tra cittadini e Stato, tra contribuenti e sistemi fiscali.

Siegel+Gale’s experts deliver fresh insights for today’s global brands on the topics of brand strategy, design, customer experience and plain language.

Siegel+Gale ha pubblicato nel giugno scorso la seconda edizione del white paper “Global Brand Simplicity Index 20122“, riferito all’anno 2011. Nel rapporto, viene esaminato e quantificato l’impatto della tecnologia sulla qualità dell’interazione tra brand e clienti e, settore per settore, vengono  analizzati gli attributi e le caratteristiche della semplicità che hanno maggiore impatto nella percezione dei consumatori. Inoltre, viene mostrato come i brand possono usare il criterio della semplicità per guadagnare fedeltà dei propri clienti, per offrire migliori servizi di assistenza e per accrescere i profitti.

Tre gli obiettivi dichiarati:

  • determinare l’impatto della tecnologia sulla semplicità;
  • sottolineare il vantaggio strategico del creare prodotti e servizi facilmente accessibili in termini di interazione;
  • rilevare il ritorno economico per quei brand che si dimostrano paladini della semplicità.

L’agenzia ha sottoposto questionari a oltre 6000 persone in 7 differenti aree geografiche: Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Medio Oriente, India, Cina e mondo intero. I questionari hanno raccolto le percezioni degli intervistati relative a circa 120 brand propri di ciascuna area.

Il documento, disponibile per il download gratuito3, oltre a essere particolarmente curato, è anche una importante fonte di informazione e riflessione per qualsiasi user experience designer.

Le risposte hanno dimostrato che la domanda dei consumatori per una comunicazione e un’esperienza più semplici attraversa tutti i settori industriali ed è globale.

 

Il giudizio dei clienti di servizi alberghieri attraversi i passaggi chiave dell’esperienza-tipo

 

Nel white paper Global Brand Sempliciy Index 2012 emerge come il punto centrale dell’analisi sia il rapporto tra le persone e i brand, su un duplice livello: da un lato c’è l’interazione tra l’utente e la tecnologia, dall’altro tra il brand e il cliente, ovvero la persona che ha un legame di fatto con il brand.

I consumatori sostengono che la tecnologia è la forza motrice che sta semplificando le proprie brand experience e la proprie vite. Fa loro risparmiare tempo e denaro e dà accesso al mondo intero. L’altra faccia della medaglia è che interagire mediante una tecnologia intrinsecamente complessa come quella digitale annulla l’effetto positivo della semplicità, quando perseguita dai brand nella pratica.

Consumers are, after all, human and whether connectivity is achieved online, over the phone, through the media or face-to-face, in the end it’s all about perception and relationships. It’s about how we experience our lives and, by extension, how companies and products do or don’t relate to that experience.

I brand che adottano una filosofia di user experience basata sulla semplicità risultano sempre nelle parti alte delle classifiche del Global Brand Sempliciy Index e anche l’andamento delle loro quote di mercato e il valore azionario riflette questa performance.

 

Le azioni dei brand meglio classificate nel Global Brand Simplicity Index hanno performance migliori della media

 

Lo studio di Siegel+Gale chiarisce definitivamente e misura come la semplicità costruisce fidelizzazione.

Simplicity is not just about short-term returns. A sustained investment in simplified communications and experiences breeds more extensive and enduring brand loyalty. Simplicity still matters and pays.

C’è un costante desiderio e bisogno di comunicazione e interazione più semplici. Soprattutto, c’è la disponibilità e il desiderio da parte dei consumatori di pagare per una esperienza semplificata: lo studio afferma che, a seconda delle categorie prese in esame, i consumatori a livello globale sono disposti a pagare un sovrapprezzo tra il 5 e il 6.5% rispetto al prezzo del prodotto o servizio. Tra Stati Uniti, Regno Unito e Germania ci sono quindi quasi 30 milioni di dollari disponibili sul mercato per quei brand che sapranno semplificare i propri processi.

 

I potenziali milioni di sterline di guadagno grazie alla semplificazione, nel solo mercato UK

 

Mediamente, l’82% della popolazione mondiale (ma il 91,1% in Cina) è propensa a raccomandare un brand che adotta comunicazione e interazione semplici.

Lo studio di Siegel+Gale propone anche ai brand come semplificare, in poche mosse, le proprie relazioni con il cliente:

  1. think experience: take a customer-centric approach to everything, including typically ignored touchpoints such as bills, labels and service interactions.
  2. think human: devise processes and communications to better serve people rather than merely increase efficiency.
  3. think innovation: look to technology as a tool to simplify, not just dazzle. Find unexpected ways your brand can simplify its experience and use these to gain differentiation and loyalty.
  4. think consistency: focus on delivering a consistent and true experience across all touchpoints and communications

Scorrendo i risultati dello studio, emergono alcune conferme e alcune sorprese. Tra i brand classificati come semplici, ai primi posti si piazzano Google, Amazon, IKEA, McDonald e Apple. In coda al gruppo, inaspettatamente, marchi come Linkedin (fotografato però prima del redesign della scorsa primavera), Peugeot, Ryanair e General Electric.

Tra i brand analizzati, l’unico italiano è Generali, in terzultima posizione (su 125 nomi) della classifica tedesca.

 

Approfondimenti

(1) Il sito di Siegel+Gale 

(2) Global Brand Simplicity Index 2012 

(3) Global Brand Simplicity Index 2012 (in PDF 1,8 Mb) 

 

Foto e illustrazioni: Siegel+Gale

About Alberto Conte

E' Information Architect e Interaction Designer. Vive e lavora a Torino. Appassionato di comunicazione, design, tecnologie e delle loro relazioni.

22. ottobre 2012 by Alberto Conte
Categories: Segnalazioni | 4 comments

Comments (4)

  1. Davvero un ottimo articolo.
    Grazie Alberto.
    Segnalo anche un recente post di Russ Meyer proprio sull’argomento semplicità & branding:
    http://www.fastcompany.com/3002101/simplicity-most-powerful-branding-principle

  2. Ciao Gianpaolo,
    grazie a te, anche del link dalla sempre ottima fonte.

  3. Interessantissimo articolo che peraltro torva ulteriori argomentazioni in merito alla semplicità come fattore differenziante nel link: http://www.gianniprevidi.net/innovazione-per-risolvere-il-problema-delle-file-alle-casse-e-perdere-opportunita-di-vndita-con-iot/

  4. Pingback: Global Brand Simplicity Index: misurare la semplicità conviene | Gianni Previdi

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